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13 Triennale, 1964

Tipologia Evento
Data 1964

Metadati

Descrizione

Il tempo libero
La 13a Triennale del 1964 coglie l’attimo fatale del passaggio tra due epoche diverse; di fatto è l'ultima esposizione concepita e realizzata in continuità con gli obiettivi e i metodi delle precedenti edizioni e, nello stesso tempo, la prima edizione a impostare un rapporto critico tra il progetto, la produzione e il contesto di una società in rapido mutamento. Il ricambio generazionale è in atto: del consiglio d'amministrazione e del centro studi fanno parte protagonisti storici della cultura progettuale italiana e della Triennale come Piero Bottoni, Ignazio Gardella e Vico Magistretti, ma la mostra introduttiva e la concezione generale dell'esposizione sono nelle mani del tandem composto da Umberto Eco e Vittorio Gregotti, che propongono una comunicazione rinnovata sia nei contenuti che nell'allestimento. Gli allestimenti tornano a svolgere un ruolo comunicativo e spettacolare di assoluta preminenza, e anche nelle partecipazioni straniere si avvertono i segni del tempo, nella presenza diffusa di ricerche radicali e di riflessioni provocatorie sul tema del tempo libero. La sezione belga presenta un teatro sperimentale; la sezione brasiliana, curata da Lucio Costa, uno scenografico allestimento di amache e tessuti artigianali. La partecipazione inglese raccoglie, con un'informale commistione di oggetti e grandi segni grafici, una serie di prodotti industriali introdotti da una scultura di Edoardo Paolozzi, esponente di spicco della angry generation. Anche l'uso degli spazi esterni indica un atteggiamento nuovo, perché Aldo Rossi e Luca Meda abbandonano parco Sempione per avventurarsi nella direzione opposta, sul declivio che scende verso la trincea ferroviaria. Un ponte metallico di sezione triangolare fuoriesce dal portico del palazzo, oltrepassa le due carreggiate del viale e conduce alle "mura ciclopiche", una struttura in massicci blocchi di cemento che allinea una sequenza di otto recinti, annunciati dall'albero metallico "Aconà - Biconbì" di Bruno Munari, dove sono realizzate le costruzioni sperimentali dedicate alla casa e alle attrezzature del tempo libero.

Leisure Time
The 13th Triennale in 1964 captures the dying moment of a shift between two different ages; de facto, it is the last edition whose conception and realization are a natural sequel to the objectives and methods of its predecessors, while at the same time being the very first to establish a critical bond between the project, production and context of an ever-changing society. A new generation is brewing up: notable members of its Board of Directors and of the research team are historical landmarks of Italian designer culture and of the Triennale, such as Piero Bottoni, Ignazio Gardella e Vico Magistretti, but the introductory exhibition and the overall concept of the event are in the hands of the duo formed by Umberto Eco and Vittorio Gregotti, proponents of a communication whose contents and set-up are restyled. The exhibition stands refind expressive power, once more formidable tools of communication and entertainment, and its foreign contributions betray the sign of the times in the pervasive presence of radical research and provocative reflections on the theme of free time. The Belgian stand presents an experimental theater; the Brazilian stand, curated by Lucio Costa, a scenic set-up of cots and hand-woven fabrics. The British stand, through an informal melting pot of objects and great graphic signs, brings together a series of industrial Avant-garde, recession and renovation products introduced by a sculpture of Eduardo Paolozzi, a symbol of the angry generation. The use of the outdoor spaces also points to a new approach, because Aldo Rossi and Luca Meda leave Parco Sempione to venture in the opposite direction, on the slope that descends toward the railway tracks. A metal bridge with triangular cross-section juts out of the building porch, moves beyond the two lanes of the avenue and leads to the “cyclopic walls”, a structure formed by solid blocks of concrete that configure a sequence of eight fences, ushered in by the “Aconà - Biconbi” metallic tree by Bruno Munari, where the experimental constructions dedicated to the home and to hobby tools stand.

Giunta tecnica esecutiva/Executive Technical Board
Pier Giacomo Castiglioni, Agenore Fabbri, Tommaso Ferraris, Eduardo Vittoria