16 Triennale, 1979-1982
Metadati
Descrizione
- Città, architettura, design, moda, audiovisivi
Seguendo l’idea di diventare un centro di produzione culturale stabile, l’attività di questa Triennale si sviluppa su tre anni con un calendario di attività organizzato in tre cicli seguendo sette aree tematiche: Conoscenza della città; Il progetto di architettura; La sistemazione del design; Il senso della moda; Lo spazio audiovisivo; Galleria del disegno; Catasto dei disegni. Il campo d'azione è molto vasto e per la prima volta si introducono in modo ufficiale argomenti come la comunicazione audiovisiva e la moda. In parallelo, l'interesse per il disegno e la rappresentazione riflette l'affermazione della cosiddetta "architettura disegnata", e della fioritura teorica della scuola italiana che, in quegli anni, acquista uno spessore e uno spazio di rilievo internazionale.La 16a Triennale, dal 1979 al 1982, si propone di ricostituire un patrimonio di funzionalità interna e un prestigio culturale non ancora interamente recuperato, dopo i fatti del '68 e le incertezze dell'edizione successiva. I nuovi organi amministrativi ed esecutivi sono presieduti dal sociologo Giampaolo Fabris e vedono il ritorno, nel consiglio d'amministrazione, di Marco Zanuso, senz'altro una delle personalità dominanti della cultura progettuale milanese e tramite prezioso tra il mondo dell'architettura e il design, mentre della giunta esecutiva fanno parte Gae Aulenti e Guido Canella. Lo spirito innovativo di questa edizione muove dalla necessità di una vera e propria rifondazione dell'ente. Da questa riflessione, svolta con la partecipazione di numerosi protagonisti delle edizioni precedenti, nasce il progetto di diluire l'attività nell'intero arco del mandato triennale, proponendosi come un centro stabile per la produzione di eventi legati alla cultura del progetto. Una Triennale quindi che vuole essere più marcatamente laboratorio, centro di studio che affronta le diverse tematiche con spirito critico, quasi seminariale, rifiutando il taglio ecumenico e generalista delle grandi rassegne internazionali. Questa strategia si concretizza in una serie di mostre ad ampio raggio che rappresentano, in maniera esauriente e problematica, lo stato dell'arte in architettura, in urbanistica e nel design. Gli eventi spesso sono programmati in tempo reale e presentano le tesi, le questioni e le proposte più aggiornate della cultura progettuale italiana. Per certi versi la Triennale si presenta come un forum permanente, un'università aperta in cui una generazione emergente di progettisti informa, si confronta e dialoga con l'opinione pubblica. Con una scelta che inevitabilmente solleva dubbi e polemiche, l'esposizione internazionale è sospesa, e si predispone un fitto calendario di eventi distribuiti in tre cicli successivi secondo una griglia tematica flessibile.
City, architecture, design, fashion, audiovisual
With the aim of configuring itself as a stable center of cultural production, this Triennale unfolds over the course of three years with a calendar of events organized in three cycles and seven thematic areas: Knowledge of the City; Architectural Planning; Positioning Design; Fashion Sense; Audiovisual Space; Design Gallery; Registry of Plans. The scope of action is incredibly vast and for the first time ever, topics such as audio-visual communication and fashion are officially introduced. As a current running in parallel to the above, an interest is kindled for design and representative art. Metropolitan theory and art. This strategy gives birth to a series of broad scope events that aptly and critically represent the state of the art in architecture, urban planning and design.The 16th Triennale, from 1979 to 1982, aspires to exhume the wealth of local service and cultural prestige still awaiting to be restored after the events in ‘68 and the air of uncertainty of the edition that followed. The new administrative and executive committees are headed by sociologist Giampaolo Fabris and the welcomed return as member of the Board of Directors of Marco Zanuso, without a question one of predominant figures of the Milan designer scene and a precious link between the world of architecture and design, while Gae Aulenti and Guido Canella are part of the executive council. The pioneering spirit of this edition is urged by the need to radically reinvent the institute. It is from this basic reflection, which counts contributions from a number of artists in the former editions, that the project to spread activities over the full three years sprouts up, with the Triennale advocating the role of permanent center for the organization of designer-project related events. The Triennale therefore, aspires to be even more of a project lab, a research center that addresses a variety of themes and issues with a critical mindset, almost with a workshop mentality, rejecting the all-encompassing and vague slant of other grand international exhibitions. The exhibitions are scheduled live and present the most up to date theories, compelling issues and suggestions of Italian designer culture. In some respects, the Triennale appears as a permanent think-tank, an open university in which a rising generation of designers relates and engages in dialogue with the public opinion. International contributions are suspended, a decision that stirs a ruckus, and a calendar of several events distributed in three successive cycles is scheduled, according to a flexible grid of themes. reflecting the so-called “designed architecture” and the flourishing Italian school of theory, which in those years swells and expands to international notoriety.
Giunta esecutiva/Executive Board
Gae Aulenti, Carlo Bertelli, Gianfranco Bettetini, Guido Canella, Andrea Villani
